L’importante semplicità di un “Grazie”

L’importante semplicità di un “Grazie”

Le statistiche dicono che nel periodo di lockdown molti Italiani essendo costretti a fare la spesa nei punti vendita vicino a casa, hanno “tradito” le grandi superfici e molto spesso scoperto un nuovo modo di fare la spesa. Sarà stato il mood del periodo, sarà stata la voglia di provare qualche chicca che potesse offrire una coccola rinfrancante (e qualche bel chiletto nel giro vita ! ) di fatto per Superette e Supermercati di vicinato è stata una grande opportunità.

Ma adesso con il ritorno graduale alla vita apparentemente normale cosa succederà ? Quale strategia poter adottare per far si che queste persone (shopper lo odio tanto quanto consumatori) continuino a far la spesa in quei punti di acquisto ?

Assortimenti mirati, prodotti di nicchia, servizio di consegna a casa, promozioni mirate, bio, piatti pronti di qualità, un’offerta di vini ben studiata e tanto altro, ma anche comunicazione che amo definire di relazione. Dare valore alla relazione che paradossalmente in questo periodo di “a un metro da me” si è rafforzata, perché ci è mancata maledettamente.

Gli abbracci le strette di mano e tutti gli atteggiamenti del caso sono stati annullati da video conferenze fredde e da una mascherina ahimè necessaria ma che ci ha proiettato in un ambiente asettico e surreale.

Vegè in questi giorni ha lanciato una campagna di proximity marketing molto interessante che, come dichiarato da Giorgio Santambrogio AD del Gruppo “ è stata voluta per dare valore non tanto ad attività promozionali o sconti, ma alle persone che giorno dopo giorno hanno continuato a sceglierci, affidandosi con fiducia a tutti i nostri operatori di punto vendita. È arrivato il momento di dire a tutti ‘Grazie!’.

A  me questa idea è piaciuta e ritengo che sia un modo molto semplice e genuino per far si che gli anonimi shopper si trasformino in persone e che magari andare a far la spesa nel super sotto casa torni ad essere un momento sempre più piacevole e un po’ meno emozionante.

 

Photo by Wilhelm Gunkel on Unsplash